Mente & Movimento · Pilates e mente

Cosa potresti apprendere
su Pilates e salute mentale
da due ricerche in disaccordo

Una meta-analisi del 2018 vede benefici ampi, una del 2026 con 32 studi trova segnali chiari solo su qualità della vita e stima di sé. Cosa si può dire con onestà, cosa no, e quando il primo passo è uno specialista.

Ottobre 2026  ·  6 min di lettura  ·  versione approfondita 14 min

Te l'hanno detto in tanti, e quasi sempre con affetto: muoviti, vedrai che ti passa. Lo dice l'amica che ti trova giù di morale, lo ripete il titolo letto di sfuggita in sala d'attesa, e prima o poi arriva la versione più precisa: fai Pilates, che ti mette a posto la testa. È un consiglio gentile, ma dentro ci sono due promesse diverse, e la ricerca le tratta in due modi molto diversi.

La prima è che muoverti ti farà vivere meglio le giornate e guardarti con occhi più benevoli. La seconda è che ti passerà, cioè che l'ansia o la tristezza che ti porti dietro da settimane se ne andranno. Sulla prima, per il Pilates, qualche prova coerente c'è. Sulla seconda gli studi non vanno d'accordo, e chi te la vende come una certezza dice più di quello che sa.

Una cosa va detta prima dei numeri. Se ti senti giù da settimane, se l'ansia ti toglie il sonno o il fiato, la persona da cui partire è il tuo medico, uno psicologo o uno psichiatra. Il movimento può stare accanto a una cura, non al suo posto. Se invece vuoi sapere cosa dicono davvero gli studi, continua.

Pilates e salute mentale: due ricerche, due risposte

Nel 2018 due ricercatori dell'Università di Limerick, in Irlanda, hanno messo insieme gli studi controllati sul Pilates che misuravano l'umore: otto, ciascuno con pochi partecipanti. Il risultato sembrava netto: meno sintomi depressivi, meno ansia, meno stanchezza e più energia rispetto a chi non seguiva il programma. Se la storia finisse qui, il consiglio dell'amica avrebbe una base solida.

Nel 2026, però, è uscita un'analisi molto più grande.

I suoi autori hanno riunito 32 studi e 1.264 persone, dagli studenti agli anziani, fino a persone con sclerosi multipla, tumori o diabete. Messi tutti insieme, gli effetti sul piano psicologico non superavano la soglia della certezza statistica. Separando i risultati per tipo è emerso un disegno: qualità della vita e stima di sé miglioravano in modo chiaro, mentre su ansia e sintomi negativi le prove erano deboli. La depressione non si è potuta nemmeno analizzare, perché gli studi erano troppo pochi.

Due meta-analisi · 2018 e 2026

Dove i dati vanno d'accordo, e dove no

2018: 8 studi piccoli, effetti ampi su depressione, ansia, stanchezza ed energia. Gli autori stessi avvertono che gli studi erano pochi, con gruppi di confronto che non facevano nulla.

2026: 32 studi, 1.264 persone. Effetto complessivo incerto, segnale chiaro su qualità della vita e stima di sé, prove deboli su ansia e umore, risultati molto diversi da uno studio all'altro.

Fleming K.M., Herring M.P. · Complement Ther Med 37:80-95, 2018 · PubMed · Tsartsapakis I., Zafeiroudi A., Kouthouris C. · Sports 14(5):171, 2026 · doi:10.3390/sports14050171

Perché due analisi serie dicono cose diverse

Più grande non vuol dire automaticamente più giusta. Dentro quelle analisi c'è di tutto: una seduta sola o un anno intero, un video seguito dal divano o un programma guidato, uno studente di vent'anni o una persona con la sclerosi multipla. Il Reformer non compare nemmeno come categoria a sé. E quasi tutto si misura con questionari, cioè con quello che ognuno racconta di sé.

La lettura onesta è questa: il Pilates non ha dimostrato di curare né di prevenire l'ansia o la depressione, mentre ha qualche prova coerente su come le persone vivono le giornate e su come si giudicano. Sul movimento in generale gli studi sono migliaia, con effetti medi ma reali su umore e ansia: ne parlo in Il movimento previene più di quanto pensi.

E allora, se non posso prometterti che ti passa, perché ne scrivo?

Cosa succede sul Reformer, e cosa no

Perché sul Reformer succede una cosa semplice, che i questionari faticano a fotografare. Il carrello scorre, le molle tirano, e se la testa se ne va altrove il movimento te lo fa sapere subito: il carrello torna indietro di colpo, il gesto perde il suo tempo. Attenzione al movimento, respiro e controllo si ritrovano in molte pratiche usate per gestire lo stress, e questo rende plausibile che durante la seduta la testa trovi un po' di quiete.

Plausibile non vuol dire dimostrato, e infatti non te lo presento come una cura. Quello che posso dirti con certezza è che il Reformer costruisce forza, controllo e mobilità con un carico dosato una molla alla volta, senza caricare la schiena. L'analisi del 2026 trova i segnali più chiari proprio nella stima di sé e nella qualità della vita: è una mia ipotesi, non una conclusione degli studi, ma credo che c'entri il sentirsi di nuovo capaci di fare cose con il proprio corpo.

Il Reformer però è solo la porta che riconosci, e dentro ci sono altri quattro lavori, ognuno su un pezzo di come stai.

Sistema Personalis

Come puoi raggiungere i miglioramenti

Come stai di giorno passa anche dal corpo: da come ti muovi, da dove si accumula la tensione, da come respiri, dormi e recuperi. Cinque lavori, nessuna promessa sull'umore.

Pilastro I

Macchine Pilates

Molle e carrello chiedono attenzione al gesto e al respiro, e ti restituiscono forza e controllo con un carico che cresce una molla alla volta, senza caricare la schiena. La progressione si misura, seduta dopo seduta.

Pilastro II

Nutrimento Miofasciale

Le giornate pesanti spesso si vedono nel corpo: spalle che salgono, petto che si chiude. Qui si liberano le tensioni profonde del tessuto che avvolge i muscoli, perché la fascia che non senti è quella che blocca il movimento.

Pilastro III

Stimolazione Neurale

Riattiva i muscoli profondi che tengono stabile la colonna e insegna a coordinarli con il diaframma, il muscolo del respiro: il corpo forte parte dal controllo, non dalla massa.

Pilastro IV

Cronobiologia

Dentro di te ci sono migliaia di orologi biologici, quelli del Nobel 2017. Allenarti nel momento giusto e con orari regolari dà un ritmo alla settimana, e rispetta il sonno invece di rubarlo.

Pilastro V

Recupero Attivo & Rigenerazione

Sonno e affaticamento, annotati, decidono il carico della sessione successiva: dopo una notte storta non si spinge, si consolida. Il quinto pilastro protegge gli altri quattro.

Quello che si misura, e quello che no

Lo stato d'animo non lo misuro con un sensore, e diffiderei di chi dice di farlo. Il corpo sì. YOMIDO è un sensore di movimento di grado clinico che rileva quanto si piega e si estende la colonna, come ruota il tronco, quanto si muovono spalla, anca e caviglia, l'equilibrio e i tempi di reazione.

Riccardo Soldà, manager, al primo rilievo aveva una flessione della colonna di 72°, e l'estensione, cioè la capacità di piegarsi all'indietro, mancava del tutto. Alla fine delle 6 sessioni dell'R6S era a 180° di flessione e 88° di estensione. Quei numeri non dicono niente del suo umore, e non li uso per farlo: dicono che il corpo era cambiato, in gradi e non in impressioni. È un caso, non uno studio.

La frase che sento più spesso dopo le prime settimane è che non credevano di avere un corpo così reattivo, e la contentezza di ritrovarsi negli allungamenti. A ogni inizio e fine lezione ci sono piccoli test di consapevolezza e di allungamento, come il piegamento in avanti e lo squat, e il confronto tra l'inizio e la fine si vede.

Muoviti, che ti passa. La prima metà del consiglio regge, perché muoversi fa bene anche alla testa. La seconda metà nessuno può prometterla, nemmeno io. Se qualcosa non passa da settimane, la prima telefonata è al tuo medico, e il Reformer può venire accanto, non al posto.

Qui sotto, nella versione approfondita, trovi i numeri delle due analisi con i loro limiti, cosa dice la ricerca sul movimento in generale, quando il primo passo non è il Reformer, i cinque pilastri uno per uno, gli altri due casi misurati e come si comincia a Monselice.

Questo articolo ha finalità informativa e non sostituisce la valutazione del tuo medico né il supporto di un professionista della salute mentale. In caso di emergenza chiama il 112.

Studio Reformer · Monselice (PD)

Niente promesse
che i dati non
sostengono.

Una chiamata conoscitiva gratuita di 15 minuti al telefono, senza impegno: mi racconti cosa cerchi, ti dico con franchezza cosa il Sistema Personalis può fare e cosa no, e capiamo insieme se ci sono i presupposti. Oppure comincia dal quiz sui segnali del corpo.

Fissa la chiamata Prima fai il quiz
Vuoi andare a fondo?Leggi la versione approfondita14 min di lettura · fonti, studi e dettagli

Te l'hanno detto in tanti, e quasi sempre con affetto: muoviti, vedrai che ti passa. Lo dice l'amica che ti trova giù di morale, lo ripete il titolo letto di sfuggita in sala d'attesa, e prima o poi arriva la versione più precisa, quella che sembra parlare proprio a te: fai Pilates, che ti mette a posto la testa. È un consiglio gentile, e chi te lo dà ci crede. Ma dentro ci sono due promesse diverse, e la ricerca le tratta in due modi molto diversi.

La prima promessa è che muoverti ti farà vivere meglio le tue giornate e guardarti con occhi più benevoli. La seconda è che ti passerà, cioè che l'ansia o la tristezza che ti porti dietro da settimane se ne andranno. Sulla prima, per il Pilates, qualche prova coerente c'è. Sulla seconda gli studi non vanno d'accordo tra loro, e chi te la vende come una certezza sta dicendo più di quello che sa.

Prima dei numeri, una cosa che conta più dei numeri. Se ti senti giù da settimane, se l'ansia ti toglie il sonno o il fiato, se fai fatica a fare cose che prima facevi senza pensarci, la persona da cui partire è il tuo medico, uno psicologo o uno psichiatra. Il movimento può stare accanto a una cura, non al suo posto. Ci torno più avanti con più calma, perché merita uno spazio suo. Se invece vuoi sapere cosa dicono davvero gli studi sul Pilates, e cosa un lavoro sul corpo può darti con certezza, sei nel posto giusto. Questo articolo fa parte del dossier per la Giornata Mondiale della Salute Mentale 2026.

Pilates e salute mentale: cosa trovò la prima analisi, nel 2018

Una meta-analisi è uno studio che ne raccoglie molti altri e prova a dire cosa emerge mettendoli insieme. Nel 2018 due ricercatori dell'Università di Limerick, in Irlanda, l'hanno fatta sul Pilates e la salute mentale: hanno cercato tutti gli studi controllati, cioè quelli in cui un gruppo faceva Pilates e un altro no, e che misuravano umore, ansia, stanchezza ed energia. Ne hanno trovati otto.

Il risultato sembrava netto, perfino sorprendente. Rispetto ai gruppi di confronto, chi seguiva il programma riportava meno sintomi depressivi, meno ansia, meno stanchezza e più energia, con differenze che gli statistici considerano ampie.

Meta-analisi · 2018 · 8 studi controllati

Effetti ampi, su basi fragili

Le differenze tra chi faceva Pilates e chi no, espresse in una scala standard in cui oltre 0,8 si considera grande: depressione 1,27, ansia 1,29, stanchezza 0,93, energia 1,49.

I limiti, detti dagli stessi autori: pochi studi, con pochi partecipanti, e gruppi di confronto che spesso non facevano nulla. Confrontare il Pilates con il nulla è più facile che confrontarlo con un'altra attività.

Fleming K.M., Herring M.P. · The effects of pilates on mental health outcomes: A meta-analysis of controlled trials · Complement Ther Med 37:80-95, 2018 · PubMed

Se la storia finisse qui, il consiglio dell'amica avrebbe una base solida, e questo articolo sarebbe molto più corto. Nel 2026, però, è uscita un'analisi molto più grande.

Cosa cambia con 32 studi e 1.264 persone

I suoi autori hanno riunito 32 studi e 1.264 persone: adulti sani, studenti, anziani, adolescenti, persone con sclerosi multipla, tumori, diabete, anoressia, stress post traumatico. Un ventaglio molto più largo, e anche questo, come vedrai, è una parte del problema.

Messi tutti insieme, gli effetti del Pilates sul piano psicologico non superavano la soglia della certezza statistica. Gli autori hanno allora separato i risultati per tipo di esito, e lì è emerso un disegno. Qualità della vita e stima di sé miglioravano in modo chiaro. Per gli indicatori negativi, cioè ansia, sintomi depressivi e simili, le prove erano deboli o non significative, e la depressione da sola non si è potuta analizzare, perché gli studi che la misuravano erano troppo pochi.

Revisione sistematica e meta-analisi · 2026

Chiaro su come ti giudichi, incerto su come ti senti

Effetto complessivo non significativo nel modello di base; significativo, ma piccolo, dopo aver tenuto conto del tipo di esito. Segnale chiaro su qualità della vita (0,76) e stima di sé (0,93). Prove limitate o assenti su ansia e sintomi negativi; depressione non analizzabile.

I limiti: risultati molto diversi da uno studio all'altro, programmi eterogenei, misure quasi tutte basate su questionari, alcuni studi con rischio di distorsione.

Tsartsapakis I., Zafeiroudi A., Kouthouris C. · Effects of Pilates-Based Exercise on Mental Health, Psychological Well-Being, and Quality of Life: A Systematic Review and Meta-Analysis · Sports 14(5):171, 2026 · doi:10.3390/sports14050171
32
Studi nella meta-analisi del 2026, con 1.264 persone
0,93
Effetto sulla stima di sé, il segnale più chiaro
0
Analisi possibili sulla depressione: studi insufficienti

C'è un dettaglio che interessa chi ha superato i 45 anni. Negli anziani il segnale era più forte che negli altri gruppi, ma quando gli autori hanno messo alla prova l'età come fattore, non è risultata decisiva. È un indizio, non una conclusione, e così va preso.

Perché due analisi serie dicono cose diverse

Più grande non vuol dire automaticamente più giusta, e più piccola non vuol dire sbagliata. Vuol dire che stiamo guardando cose diverse. Dentro l'analisi del 2026 c'è una seduta sola e c'è un anno intero, c'è il video seguito dal divano e c'è il programma clinico guidato da un professionista, c'è lo studente di vent'anni e c'è la persona con la sclerosi multipla. Le forme di Pilates descritte sono il tappeto, il Pilates clinico, quello a distanza e quello a casa: il Reformer non compare come categoria a sé. Mettere tutto nello stesso pentolone e chiedere un numero solo è legittimo, ma il numero che esce racconta una media di cose che non si somigliano.

La misura della dispersione lo dice in modo quasi brutale. Gli autori calcolano dove potrebbe cadere l'effetto in un nuovo studio simile, e l'intervallo va da un peggioramento a un miglioramento molto grande. Tradotto: con i dati di oggi, nessuno può dirti in anticipo cosa farà il Pilates al tuo umore.

C'è poi il modo in cui si misura. Ansia, umore e stima di sé si rilevano con questionari, cioè con quello che ognuno racconta di sé. Sono strumenti seri e validati, ma sono un'altra cosa rispetto a un angolo misurato in gradi.

La lettura onesta, quindi, è questa. Il Pilates non ha dimostrato di curare né di prevenire l'ansia o la depressione. Ha qualche prova, abbastanza coerente, su come le persone vivono le proprie giornate e su come si giudicano. Non è poco, ma non è quello che promette il "ti passa".

"Preferisco dirti dove i dati finiscono, piuttosto che promettere dove non arrivano."

— Dott. Mirko Boaretto

E il movimento in generale?

Qui il quadro è molto più solido, perché gli studi sono migliaia. Nel 2023 un gruppo australiano ha raccolto tutte le revisioni disponibili sull'attività fisica in adulti con o senza disturbi, e il risultato è stato netto.

Revisione delle revisioni · 2023

Il movimento aiuta umore e ansia, con effetti medi

97 revisioni, 1.039 studi, 128.119 persone. Rispetto alle cure abituali, l'attività fisica riduceva i sintomi di depressione, ansia e disagio psicologico con effetti medi, e i benefici erano maggiori con un'intensità più alta.

Il limite: 77 revisioni su 97 avevano una qualità metodologica giudicata criticamente bassa.

Singh B. et al. · Effectiveness of physical activity interventions for improving depression, anxiety and distress: an overview of systematic reviews · Br J Sports Med 57(18):1203-1209, 2023 · doi:10.1136/bjsports-2022-106195 · PubMed

Gli stessi autori scrivono che il movimento dovrebbe essere uno dei pilastri nella gestione di questi disturbi, e la parola che conta è "uno": accanto alle cure, non al loro posto. Ne parlo più a fondo in Il movimento previene più di quanto pensi.

Prima di andare avanti

Quali segnali ti sta
già mandando il corpo?

Il quiz sui segnali del corpo ti aiuta a mettere in fila quelli che stai già mettendo da parte: rigidità, tensioni, stanchezza, sonno. Lo fai online, adesso, e ti dà un punto di partenza concreto.

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Quando il primo passo non è il Reformer

Te l'ho promesso all'inizio, ed è la parte più importante di questa pagina. Se da settimane la tristezza non se ne va, se l'ansia ti sveglia di notte o ti stringe il petto durante il giorno, se le cose che ti piacevano non ti dicono più niente, il primo passo è parlarne con il tuo medico, che può indirizzarti a uno psicologo o a uno psichiatra. Non è un segno di debolezza: è la stessa cosa che faresti con un dolore al petto, cioè chiedere a chi sa leggerlo.

Se sei già seguito da uno specialista, parlagli dell'idea di cominciare un percorso di movimento prima di farlo: è lui che conosce il quadro intero. E se in qualunque momento i pensieri diventano pesanti al punto da farti paura, non aspettare un appuntamento: chiama il 112.

Detto questo con chiarezza, si può parlare di cosa il movimento guidato può aggiungere.

Cosa può darti il Sistema Personalis: cinque lavori, nessuna promessa sull'umore

Come stai di giorno passa anche dal corpo: da come ti muovi, da dove si accumula la tensione, da come respiri, da come dormi e recuperi. Nessuno di questi pezzi, da solo, è una cura per la mente. Ma sono cinque pezzi veri, e il Sistema Personalis li lavora tutti insieme.

I. Macchine Pilates: un compito preciso per l'attenzione

Sul Reformer il carrello scorre, le molle tirano, e se la testa se ne va altrove il movimento te lo fa sapere subito: il carrello torna indietro di colpo, il gesto perde il suo tempo, il piede si sposta dalla barra. Non è una punizione, è un'informazione. Per tutta la seduta l'attenzione ha un compito preciso, il respiro deve andare d'accordo con il gesto e il corpo deve restare sotto controllo. Attenzione al movimento, respiro e controllo si ritrovano in molte pratiche usate per gestire lo stress, e questo rende plausibile che durante la seduta la testa trovi un po' di quiete. Plausibile, non dimostrato.

Quello che il primo pilastro fa con certezza è un'altra cosa: struttura e forza senza caricare la schiena, carico controllato, progressione misurabile, una molla alla volta. Reformer, Cadillac, Chair e Barrel servono a questo, ciascuno con un appoggio diverso. Ed è qui che torna il dato più solido del 2026, quello sulla stima di sé e sulla qualità della vita. È una mia ipotesi, non una conclusione degli studi, ma credo che c'entri il sentirsi di nuovo capaci di fare cose con il proprio corpo: salire le scale senza aggrapparsi, chinarsi senza calcolare, portare la spesa senza pensarci. Quando il carico si può dosare finemente, come racconto in Fibromialgia e Reformer, si può partire da dove sei oggi.

II. Nutrimento miofasciale: dove si fermano le giornate pesanti

Chi lavora con i corpi lo vede spesso: le giornate pesanti si vedono anche fuori. Spalle che salgono verso le orecchie e ci restano, petto che si chiude, mascella stretta senza accorgersene. Non è una diagnosi e non ha una fonte che la misuri, è un'osservazione da pratica. Sotto la pelle ogni muscolo è avvolto da una specie di calza sottile, la fascia, che lo collega ai vicini come una rete, e quando una postura di difesa diventa abitudine, anche quella rete si adatta. Il secondo pilastro libera le tensioni profonde nel tessuto connettivo, perché la fascia che non senti è quella che blocca il movimento. Non ti prometto che sciogliendo le spalle si sciolga anche il resto: ti dico che le spalle, almeno, tornano a scendere.

III. Stimolazione neurale: il respiro come primo esercizio

Vicino alla colonna ci sono muscoli piccoli e profondi che la tengono stabile mentre quelli grandi muovono, e lavorano in coppia con il diaframma, il muscolo che usi per respirare. Il terzo pilastro li riattiva con gesti lenti e precisi, coordinati con il respiro, perché il corpo forte parte dal controllo, non dalla massa. Per questo il primo lavoro sul Reformer è imparare a respirare durante lo sforzo, senza trattenere il fiato: lo spiego in Il primo esercizio è un respiro. Sulla respirazione guidata e lo stress c'è anche una ricerca specifica, con effetti piccoli o medi e limiti dichiarati, che trovi in Il respiro che calma.

IV. Cronobiologia: un ritmo che rispetta il sonno

Dentro di te ci sono migliaia di orologi biologici, ed è la scoperta che nel 2017 è valsa il Premio Nobel per la medicina. Il quarto pilastro ne tiene conto: allenarti nel momento biologicamente corretto e con orari regolari, così la seduta diventa un punto fisso della settimana invece di un impegno da incastrare dove capita. Conta anche cosa non fai: una seduta impegnativa troppo vicina all'ora di dormire può rubare il sonno invece di proteggerlo. Sonno e umore si influenzano a vicenda, ed è il tema di Dormire non è fermarsi; le radici antiche dell'idea le trovi in L'orologio del Daoyin. Se sei in menopausa e l'ansia è arrivata insieme al resto, c'è un articolo dedicato: ansia e stanchezza in menopausa.

V. Recupero attivo e rigenerazione: la notte storta decide il carico

Ci sono settimane in cui arrivi in studio già svuotato. Il quinto pilastro protegge gli altri quattro proprio in quei giorni: mobilità mirata a fine seduta, una routine scritta per i giorni senza allenamento e il monitoraggio di sonno e affaticamento, che decide il carico della sessione successiva. Se hai dormito male, quella volta non si spinge: si consolida. È una regola semplice, e toglie di mezzo l'idea che allenarsi voglia dire sempre dare di più. Il perché lo racconto in Il quinto pilastro.

Cinque lavori, nessuna promessa sull'umore. Il Reformer è la porta che riconosci, il Sistema Personalis è ciò che trovi dentro. Resta da capire come sai se sta funzionando.

Quello che si misura, e quello che no

Lo stato d'animo non lo misuro con un sensore, e diffiderei di chi dice di farlo. Il corpo sì. YOMIDO è un sensore di movimento di grado clinico: rileva quanto si piega e si estende la colonna, come ruota il tronco, quanto si muovono spalla, anca e caviglia, l'equilibrio, i tempi di reazione e le differenze tra lato destro e sinistro. Il primo rilievo, il T0, fotografa il punto di partenza; i controlli successivi dicono cosa è cambiato e cosa no. Il protocollo completo è in Come misuriamo ciò che conta.

Ecco tre persone che hanno fatto il percorso R6S, misurate prima e dopo le 6 sessioni.

+108°
Riccardo Soldà, manager · flessione della colonna da 72° a 180°
+82°
Carlo Alberto Paris, fotografo · flessione della colonna da 102° a 184°
+24°
Claudio Martini, pensionato, 68 anni · flessione della colonna da 146° a 170°

Poi c'è l'estensione, cioè la capacità di piegarsi all'indietro: a tutti e tre all'inizio mancava del tutto, alla fine Riccardo arrivava a 88°, Carlo Alberto a 40°, Claudio a 30°. Il limite va detto con la stessa precisione dei numeri. Sono tre casi, non uno studio, e questi gradi non dicono niente del loro umore: non li uso per farlo. Dicono una cosa più semplice e più verificabile, cioè che il corpo era cambiato, in gradi e non in impressioni.

La frase che sento più spesso dopo le prime settimane è che non credevano di avere un corpo così reattivo, e la contentezza di ritrovarsi negli allungamenti. A ogni inizio e fine lezione ci sono piccoli test di consapevolezza e di allungamento, come il piegamento in avanti e lo squat, e il confronto tra l'inizio e la fine si vede.

"Il movimento non è una cura per tutto. È una delle poche cose che costa poco e protegge in più direzioni."

— Dott. Mirko Boaretto

Da dove si parte, a Monselice: tre passi, ognuno con un motivo

Se ti sei riconosciuto nel "muoviti che ti passa" e vuoi capire cosa un lavoro sul corpo può darti, senza promesse che i dati non sostengono, il percorso è fatto un passo alla volta, e ognuno esiste per una ragione.

Il primo lo fai online: il quiz sui segnali del corpo ti aiuta a mettere in fila quello che il corpo ti sta già dicendo. Poi c'è una chiamata conoscitiva gratuita di 15 minuti al telefono, senza impegno: ascolto la tua storia e il tuo obiettivo, ti spiego come funziona il Sistema Personalis e capiamo insieme se ci sono i presupposti. È la strada che consiglio, anche perché in un quarto d'ora posso dirti con franchezza se quello che cerchi è qualcosa che posso darti, o se il primo passo è un altro.

Se ha senso, il secondo passo è la consulenza privata ed esclusiva sullo stile di vita, uno a uno, 50 €. Ha una parte teorica, con il questionario sullo stile di vita, dove parliamo anche di sonno, orari e affaticamento, e una parte pratica sul corpo, dove guardo come ti muovi davvero; quando lo ritengo necessario, la prima misurazione con YOMIDO si fa già lì. Serve a decidere qualsiasi percorso sulla base di fatti, ed è coperta dalla garanzia soddisfatti o rimborsati: se non esci con qualcosa di nuovo sul tuo corpo, la consulenza ti viene rimborsata. Non serve prepararsi, bastano abiti comodi.

Durante la consulenza ti presento il terzo passo, l'R6S, Reformer 6 Sessioni, 150 €: sei sessioni per imparare a usare il Reformer prima di entrare nel gruppo, perché molle e carrello vanno conosciuti prima di lavorarci accanto ad altre persone. È il percorso in cui sono stati misurati i tre casi che hai letto sopra. Solo dopo arriva la Mini Class, massimo 5 persone, 7 incontri al mese, con quota e date che conosci alla fine dell'R6S. Esiste per la continuità, perché il corpo cambia con un carico che cresce nel tempo, e in cinque si può essere seguiti da vicino.

Muoviti, che ti passa. La prima metà del consiglio regge, perché muoversi fa bene, anche alla testa, e su questo i dati sono larghi. La seconda metà nessuno può prometterla, nemmeno io. Se qualcosa non passa da settimane, la prima telefonata è al tuo medico. Il Reformer può venire accanto, non al posto, e quello che può darti te lo mostro in gradi.

Studio Reformer · Monselice (PD)

Niente promesse
che i dati non
sostengono.

Una chiamata conoscitiva gratuita di 15 minuti, senza impegno: mi racconti cosa cerchi, ti dico con franchezza cosa il Sistema Personalis può fare e cosa no, e decidiamo insieme se ha senso vederci per la consulenza. Scrivimi su WhatsApp e fissiamo l'orario.

Fissa la chiamata Prima fai il quiz

Questo articolo ha finalità informativa e non sostituisce la valutazione del tuo medico. Se stai attraversando un periodo di sofferenza psicologica, il Pilates non sostituisce il supporto di un professionista della salute mentale. In caso di emergenza chiama il 112.

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Quello che hai letto qui vale per la maggior parte delle persone. Il tuo corpo, però, ha una storia solo tua. Raccontamela.

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MB
Dott. Mirko Boaretto
Chinesiologo · Fondatore Studio Reformer · Creatore del Sistema Personalis

27 anni di pratica clinica nel movimento, postura e riabilitazione miofasciale. Allievo del prof. Antonio Paoli (Università di Padova) e della lineage Joseph Pilates attraverso Anna Maria Cova. Senior Trainer certificato, specializzato in dinamiche fasciali e neurali. Ha trasformato oltre 320 vite con il Sistema Personalis — il metodo che misura quello che conta.