Approfondimento Clinico · Dolore Diffuso

Fibromialgia e Reformer:
come imparare
a dosare il carico

Muoversi aiuta, lo dicono le linee guida europee. Ma con la fibromialgia la domanda vera è quanto, e oggi. Cosa ha misurato un trial sul Reformer, dove si ferma e come si costruisce la dose giusta, sempre insieme al tuo medico.

Febbraio 2025  ·  6 min di lettura  ·  versione approfondita 13 min

C'è un giorno, ogni tanto, in cui il corpo ti lascia in pace. Ti svegli e il dolore è un sottofondo invece di un rumore, così ne approfitti: sistemi l'armadio, fai la spesa grossa, cammini più del solito perché finalmente si può. Poi, uno o due giorni dopo, arriva il conto, e lo paghi con gli interessi, sul divano, con quella stanchezza che nemmeno il sonno riesce a togliere.

Se convivi con la fibromialgia conosci questa altalena meglio di chiunque. E probabilmente qualcuno ti ha anche detto, con le migliori intenzioni, che dovresti muoverti di più. Ha ragione e ha torto nello stesso momento, e capire dove finisce la ragione e dove comincia il torto cambia il modo in cui ti muovi.

Prima una premessa che non è una formalità. La fibromialgia la riconosce e la segue il medico, e nessun esercizio sostituisce quel percorso. Quello che leggi qui non è una cura e non è una promessa: è un modo di ragionare sul movimento, da portare al tuo medico e da decidere insieme a lui.

Fibromialgia ed esercizio: "muoviti di più" è giusto a metà

La parte giusta è solida. Quando la Lega europea contro le malattie reumatiche (EULAR) ha rivisto le raccomandazioni sulla fibromialgia, passando in rassegna oltre cento revisioni di studi, una sola terapia ha ricevuto la raccomandazione forte: l'esercizio fisico. Non un farmaco, non un apparecchio, il movimento (Macfarlane e colleghi, Annals of the Rheumatic Diseases, 2017).

La parte sbagliata è la parola "più". Con la fibromialgia il dolore non è una mappa affidabile dei danni: la ricerca la descrive soprattutto come un sistema d'allarme con il volume alzato, che amplifica segnali che in un altro corpo resterebbero sottovoce (Clauw, JAMA, 2014). Per questo un carico che domenica sembrava niente, martedì può accendere tutto. La domanda giusta non è quanto riesci a fare, ma quanto il tuo corpo tollera oggi, e come si sale da lì senza far scattare l'allarme.

Fibromialgia e Reformer: cosa ha misurato il trial

Qui entra il Reformer, con un'idea semplice. Le molle non sono pesi: una in più o una in meno cambia il carico di poco, e il carrello accompagna il movimento invece di opporsi tutto d'un colpo. È uno strumento fatto per dosare, e un gruppo di ricercatori turchi ha voluto vedere cosa succede quando lo si usa con persone che hanno la fibromialgia.

Trial randomizzato · 28 donne · 6 settimane

Il Reformer ha aiutato. Il tappetino, quasi altrettanto

Ventotto donne con fibromialgia, età media 45 anni e mezzo, divise a sorte fra Reformer seguito in studio e Pilates sul tappetino a casa. Due sedute a settimana per sei settimane, partendo da 6-8 ripetizioni e cambiando le molle solo alla fine della seconda e della quarta settimana. Il gruppo Reformer è migliorato nel questionario sull'impatto della fibromialgia e nella forza delle gambe; anche il gruppo a casa è migliorato nel questionario e su altre misure, fra cui il numero di zone dolorose.

Il limite, detto chiaro: fra i due gruppi non c'è stata differenza. Il campione è piccolo e la banca dati PEDro valuta la qualità dello studio 5 su 10.

Çağlayan B.C., Başakçı Çalık B., Gür Kabul E., Karasu U. · Reumatol Clin 19(1):18-25, 2023 · PubMed

Quindi il Reformer non è una bacchetta magica, e chi te lo presenta così ti racconta una storia. Quello che lo studio mostra è più utile: con una progressione lenta, molle cambiate due volte in sei settimane e chi non tollerava la resistenza riportato a un carico adatto la settimana dopo, persone con dolore diffuso sono migliorate. Non è la macchina a fare la differenza, è la dose. Il Reformer è uno degli strumenti più precisi per dosarla, e in studio c'è qualcuno che guarda come rispondi e regola di conseguenza.

"Con dolore diffuso, la domanda giusta non è quanto forte lavorare, ma quanto il sistema nervoso tollera oggi. Il Reformer permette questa regolazione fine, seduta dopo seduta."

— Dott. Mirko Boaretto

Come si dosa il carico, invece di subirlo

Torna al giorno buono dell'inizio. L'errore non è stato muoverti, è stato muoverti tanto perché finalmente potevi, e lasciare che fosse il dolore a fermarti. Con un allarme sensibile si ragiona al contrario: si decide prima quanto fare, lo si fa anche nei giorni buoni senza strafare, e nei giorni cattivi lo si riduce, senza saltarlo. Pochi gradini, sempre gli stessi, finché il corpo impara che quel carico non è una minaccia. Solo allora si sale di una molla.

Per decidere quando cambiare molla guardo tre cose: che l'esecuzione sia corretta, come sta la persona quel giorno e che tipo di sessione stiamo facendo.

Ma il carico è solo un pezzo. Nella fibromialgia c'entrano anche i tessuti che si irrigidiscono attorno al dolore, un sistema nervoso da rassicurare, le ore della giornata e un sonno che non ricarica, e per questo un esercizio solo non basta.

Sistema Personalis

Come puoi raggiungere i miglioramenti

Con la fibromialgia il dolore non nasce da un punto solo: carico, tessuti, sistema nervoso, orari e sonno pesano tutti. Cinque lavori sullo stesso problema.

Pilastro I

Macchine Pilates

Le molle permettono di salire di pochissimo alla volta, con la schiena appoggiata e il carrello che accompagna. Il carico si decide prima, sulla tolleranza di oggi, e cresce solo quando il corpo lo accetta.

Pilastro II

Nutrimento Miofasciale

Attorno al dolore i tessuti si irrigidiscono per proteggerti. Qui si lavora con pressioni lente e leggere, mai fino al dolore, per ridare scorrimento senza accendere l'allarme. La fascia che non senti è quella che blocca il movimento.

Pilastro III

Stimolazione Neurale

Movimenti lenti e controllati, guidati dal respiro, riattivano i muscoli profondi che stabilizzano e aiutano il sistema nervoso a sentirsi al sicuro. Il corpo forte parte dal controllo, non dalla massa.

Pilastro IV

Cronobiologia

Per molte persone con fibromialgia dolore e rigidità pesano di più al mattino. Dentro di te ci sono migliaia di orologi biologici: si sceglie l'orario in cui il corpo collabora meglio.

Pilastro V

Recupero Attivo & Rigenerazione

Il quinto pilastro protegge gli altri quattro: sonno e affaticamento decidono il carico della sessione successiva. Dopo una notte storta non si spinge, si consolida, per non trasformare il giorno buono in un conto da pagare.

Come sai se stai andando nella direzione giusta

Con la fibromialgia "come mi sento oggi" è un dato importante, ma da solo inganna, perché oscilla da un giorno all'altro. Servono anche numeri che non dipendono dalla giornata. In studio usiamo YOMIDO, un sensore di movimento di grado clinico che misura i gradi delle articolazioni, l'equilibrio e i tempi di reazione: il primo rilievo fotografa da dove parti, quelli successivi dicono se, sotto le oscillazioni, la linea sta salendo. Non decide al posto tuo, ma permette di scegliere il gradino successivo sulla base di un fatto.

Il prossimo giorno buono arriverà. La differenza è se lo userai per fare tutto, o per fare la stessa dose di ieri e vedere se il giorno dopo il conto è più leggero.

Qui sotto trovi la versione approfondita: cosa raccomandano le linee guida europee, lo studio sul Tai Chi, perché per molti le ore del mattino pesano di più, cosa succede quando un programma si interrompe, i cinque pilastri uno per uno e il percorso per cominciare a Monselice, partendo da una telefonata.

Studio Reformer · Monselice (PD)

Quanto tolleri,
oggi?

Una chiamata conoscitiva gratuita di 15 minuti al telefono, senza impegno: mi racconti com'è la tua settimana tipo e cosa ti ha indicato il tuo medico, ti spiego come lavora il Sistema Personalis e capiamo insieme se ci sono i presupposti. Oppure comincia dal quiz sui segnali del corpo.

Fissa la chiamata Prima fai il quiz
Vuoi andare a fondo?Leggi la versione approfondita13 min di lettura · fonti, studi e dettagli

C'è un giorno, ogni tanto, in cui il corpo ti lascia in pace. Ti svegli e il dolore è un sottofondo invece di un rumore, e allora ne approfitti: sistemi l'armadio, fai la spesa grossa, cammini più del solito perché finalmente si può. Poi, uno o due giorni dopo, arriva il conto, e lo paghi con gli interessi, sul divano, con quella stanchezza che nemmeno il sonno riesce a togliere.

Se convivi con la fibromialgia conosci questa altalena meglio di chiunque, e conosci anche la frase che di solito arriva subito dopo: "Dovresti muoverti di più." Te l'hanno detta in tanti, quasi sempre con le migliori intenzioni. Ha ragione e ha torto nello stesso momento, e capire dove finisce la ragione e dove comincia il torto cambia il modo in cui ti muovi.

Prima una premessa che non è una formalità. La fibromialgia la riconosce e la segue il medico, che sia il medico di famiglia o il reumatologo, e nessun esercizio sostituisce quel percorso. Quello che leggi qui non è una cura e non è una promessa: è un modo di ragionare sul movimento, con le ricerche e i loro limiti, da portare al tuo medico e da decidere insieme a lui.

Fibromialgia: perché il dolore non è una mappa dei danni

La fibromialgia riguarda, secondo le stime, fra il 2 e l'8% della popolazione. Si riconosce da un dolore diffuso, che non resta in un punto, e quasi sempre porta con sé stanchezza, difficoltà di memoria e un sonno che non ristora (Clauw, JAMA, 2014). Chi la vive sa cosa vuol dire avere esami in ordine e un corpo che fa male.

Il motivo, per quello che oggi si sa, non sta tanto nei muscoli quanto nel modo in cui il sistema nervoso tratta i segnali che arrivano dal corpo. Immagina un allarme di casa regolato troppo sensibile: suona per un gatto in giardino come per un ladro. Il segnale è vero, il dolore è vero, ma il volume è alzato. È per questo che una camminata di mezz'ora, innocua per qualcun altro, a te può costare due giorni.

Da qui nasce la domanda che conta. Se l'allarme è sensibile, il movimento lo fa suonare di più o, dosato bene, lo aiuta a calmarsi?

Fibromialgia ed esercizio fisico: cosa raccomandano le linee guida europee

La risposta più autorevole arriva dalla Lega europea contro le malattie reumatiche, l'EULAR, che ha rivisto le sue raccomandazioni sulla fibromialgia con esperti di dodici Paesi.

Raccomandazioni EULAR · revisione delle prove

Una sola raccomandazione forte: l'esercizio

Dopo aver valutato oltre cento revisioni sistematiche e meta-analisi, gli esperti hanno dato la raccomandazione forte a una sola terapia, l'esercizio fisico, per il suo effetto su dolore, funzione fisica e qualità della giornata, per il costo basso e per l'assenza di problemi di sicurezza. Tutte le altre terapie hanno ricevuto una raccomandazione debole, da adattare alla persona.

Il limite, detto dagli stessi autori: le prove disponibili non permettevano di dire se sia meglio l'esercizio aerobico o quello di forza.

Macfarlane G.J. et al. · EULAR revised recommendations for the management of fibromyalgia · Ann Rheum Dis 76(2):318-328, 2017 · doi:10.1136/annrheumdis-2016-209724 · Annals of the Rheumatic Diseases

Quindi chi ti dice di muoverti ha ragione, e ha dalla sua le linee guida europee. Il torto sta in una parola sola.

Il giorno buono, ovvero perché "di più" è la parola sbagliata

Torna al giorno buono dell'inizio. L'errore non è stato muoverti, è stato muoverti tanto perché finalmente potevi, e lasciare che fosse il dolore a dirti quando fermarti. Con un allarme sensibile il dolore arriva tardi, quando il conto è già stato aperto, e così si finisce in un'altalena: tanto quando si sta bene, niente quando si sta male, e il corpo non impara mai qual è la sua dose.

Si ragiona al contrario. Si decide prima quanto fare, partendo da un livello che oggi non accende nulla. Quella dose la si fa anche nei giorni buoni, senza strafare, e nei giorni cattivi la si riduce, senza saltarla. Pochi gradini, sempre gli stessi, finché il corpo impara che quel carico non è una minaccia. Solo allora si sale, e di poco.

"Con dolore diffuso, la domanda giusta non è quanto forte lavorare, ma quanto il sistema nervoso tollera oggi. Il Reformer permette questa regolazione fine, seduta dopo seduta."

— Dott. Mirko Boaretto
Prima di andare avanti

Quali segnali ti sta
già mandando il corpo?

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Fibromialgia e Reformer: cosa ha trovato il trial, e cosa no

Se la chiave è la dose, serve uno strumento che permetta di dosare con precisione. Il Reformer nasce così: le molle non sono pesi, una in più o una in meno cambia il carico di poco, e il carrello accompagna il movimento invece di opporsi tutto d'un colpo. Un gruppo di ricercatori turchi ha voluto vedere cosa succede quando lo si usa con persone che hanno la fibromialgia.

Trial randomizzato · 28 donne · 6 settimane

Il Reformer ha aiutato. Il tappetino, quasi altrettanto

Ventotto donne con fibromialgia, età media 45 anni e mezzo, sono state divise a sorte in due gruppi. Il primo lavorava sul Reformer, seguito, un'ora per volta. Il secondo faceva Pilates sul tappetino a casa, con un opuscolo, un diario e una telefonata di controllo ogni fine settimana. Due sedute a settimana per sei settimane, partendo da 6-8 ripetizioni e arrivando a 12-15, con le molle cambiate solo alla fine della seconda e della quarta settimana; chi non tollerava la resistenza veniva riportato a un carico adatto la settimana dopo.

Il gruppo Reformer è migliorato nel questionario sull'impatto della fibromialgia e nella forza delle gambe, misurata con il test dell'alzarsi dalla sedia. Il gruppo a casa è migliorato nel questionario e su altre misure, fra cui il numero di zone dolorose e la parte fisica della qualità di vita.

Il limite, detto chiaro: il confronto fra i due gruppi non ha mostrato differenze. Il campione è piccolo, mancano i controlli a distanza di tempo, e la banca dati PEDro valuta la qualità metodologica dello studio 5 su 10.

Çağlayan B.C., Başakçı Çalık B., Gür Kabul E., Karasu U. · Investigation of effectiveness of reformer pilates in individuals with fibromyalgia: a randomized controlled trial · Reumatol Clin 19(1):18-25, 2023 · doi:10.1016/j.reuma.2022.01.001 · PubMed

Il Reformer non è una bacchetta magica, e chi te lo presenta così ti sta raccontando una storia. Lo studio non dice che la macchina batte il tappetino; dice che, con una progressione lenta e paziente, persone con dolore diffuso sono migliorate in sei settimane, e che chi lavorava sul Reformer è diventato più forte nelle gambe. Il dato più prezioso, per chi ha la fibromialgia, sta nel metodo più che nel risultato: due soli cambi di molla in un mese e mezzo, e un passo indietro per chi non reggeva.

Non è la macchina a fare la differenza, è la dose. Il Reformer è uno degli strumenti più precisi per dosarla, e in studio c'è qualcuno che guarda come rispondi, oggi, e regola di conseguenza. Il perché della molla leggera è in La molla leggera lavora più di quella pesante.

Cosa succede quando il programma si interrompe

C'è un altro studio che vale la pena conoscere, perché risponde a una domanda che di solito nessuno fa: e dopo? Nel 2009 un gruppo turco ha seguito 50 donne con fibromialgia. Metà ha fatto Pilates per un'ora tre volte a settimana per dodici settimane; l'altra metà esercizi di rilassamento e allungamento a casa. Alla dodicesima settimana il gruppo Pilates stava meglio nel dolore e nel questionario sulla fibromialgia. Alla ventiquattresima, dodici settimane dopo la fine del programma, la differenza fra i gruppi era sparita, e del miglioramento sul dolore non restava traccia (Altan e colleghi, Archives of Physical Medicine and Rehabilitation, 2009, doi:10.1016/j.apmr.2009.06.021). È uno studio piccolo, uno studio pilota, ma il messaggio è chiaro: con la fibromialgia il beneficio dura finché dura il lavoro, e la continuità conta quanto la dose.

Fibromialgia e movimento: cinque lavori sullo stesso problema

Se la fibromialgia fosse solo un problema di forza, basterebbe un esercizio di forza. Ma nel giorno buono che diventa un conto da pagare c'entrano un carico sbagliato, tessuti che si irrigidiscono attorno al dolore, un allarme che suona troppo forte, le ore della giornata e un sonno che non ricarica. Il Sistema Personalis esiste per questo: cinque pilastri, ognuno su un pezzo dello stesso problema.

I. Macchine Pilates: la dose, una molla alla volta

Il primo pilastro è quello di cui abbiamo parlato fin qui. Reformer, Cadillac, Chair e Barrel permettono di lavorare con la schiena appoggiata, il carrello che accompagna e un carico che sale di pochissimo alla volta: struttura e forza senza caricare la schiena, carico controllato, progressione misurabile. Con la fibromialgia significa partire più in basso di quanto pensi, restare su un gradino finché non diventa normale e salire solo quando il corpo lo accetta. Anche gli esercizi di forza in senso stretto hanno dato miglioramenti su funzione e dolore in una revisione Cochrane, senza effetti avversi gravi riportati, ma con prove di bassa qualità perché gli studi erano pochi (Busch e colleghi, 2013, PubMed).

II. Nutrimento miofasciale: sciogliere senza schiacciare

Quando un corpo vive con il dolore da tempo, i tessuti attorno si irrigidiscono per proteggerlo, come una spalla che si alza da sola quando hai freddo. Ogni muscolo è avvolto da una specie di calza sottile, la fascia, che lo collega ai vicini come una rete, e quella rete ha bisogno di scorrere. La fascia che non senti è quella che blocca il movimento. Con la fibromialgia, però, la regola cambia: niente pressioni forti, niente "deve fare male per funzionare". Si lavora lento e leggero, sempre sotto la soglia del dolore, perché qui l'obiettivo è ridare scorrimento senza accendere l'allarme. Va detto con la stessa chiarezza: non ci sono studi che indichino nella fascia la causa della fibromialgia, e non è questo che sosteniamo.

III. Stimolazione neurale: rassicurare l'allarme

Vicino alla colonna e alle articolazioni ci sono muscoli piccoli e profondi che tengono fermo il corpo mentre quelli grandi lo muovono. Il terzo pilastro li riattiva con movimenti lenti, precisi e guidati dal respiro, perché il corpo forte parte dal controllo, non dalla massa. Con la fibromialgia c'è un motivo in più: un movimento lento e controllato è un messaggio di sicurezza per un sistema nervoso che tende a leggere tutto come pericolo. Su questa strada c'è uno degli studi più solidi sulla fibromialgia.

Trial randomizzato · 226 adulti · 52 settimane

Tai Chi contro esercizio aerobico

226 adulti con fibromialgia, età media 52 anni, in gran parte donne, divisi a sorte fra diversi programmi di Tai Chi ed esercizio aerobico. Tutti i gruppi sono migliorati, e i gruppi Tai Chi in media un po' di più. Il programma più lungo, due volte a settimana per 24 settimane, ha dato il vantaggio più ampio, che gli autori considerano clinicamente rilevante.

Il limite: in media la differenza fra Tai Chi e aerobica restava sotto la soglia che gli stessi autori ritengono percepibile, e i partecipanti sapevano in quale gruppo erano.

Wang C. et al. · Effect of tai chi versus aerobic exercise for fibromyalgia: comparative effectiveness randomized controlled trial · BMJ 360:k851, 2018 · doi:10.1136/bmj.k851

Nel nostro lavoro entrano pratiche della stessa famiglia, come il Qigong e il respiro diaframmatico, sempre dosate come il resto. Del respiro parlo in Il respiro che calma.

IV. Cronobiologia: le ore in cui il corpo collabora

Dentro di te ci sono migliaia di orologi biologici, ed è la scoperta che nel 2017 è valsa il Premio Nobel per la medicina. Il quarto pilastro ne tiene conto: allenarti nel momento biologicamente corretto. Con la fibromialgia il discorso si fa concreto. In uno studio su 21 donne, che hanno annotato dolore, rigidità e stanchezza sei volte al giorno per dieci giorni, chi aveva la soglia del dolore più bassa stava peggio al mattino e meglio nel tardo pomeriggio, e la stanchezza seguiva lo stesso andamento in tutto il gruppo (Bellamy, Sothern e Campbell, Journal of Rheumatology, 2004, J Rheumatol). È uno studio piccolo e non vale per tutti, ma se il tuo corpo segue quel ritmo, l'orario della seduta non è un dettaglio. Le radici antiche di questa idea sono in L'orologio del Daoyin.

V. Recupero attivo e rigenerazione: il sonno decide il carico

Il quinto pilastro protegge gli altri quattro: mobilità mirata a fine seduta, una routine scritta per i giorni senza allenamento e il monitoraggio di sonno e affaticamento, che decide il carico della sessione successiva. Con la fibromialgia, dove il sonno spesso non ristora, è il pilastro che tiene in piedi tutto. Si parte sempre da come sta il corpo quel giorno: se la notte è andata storta, quella volta non si spinge, si consolida. E c'è il tema della continuità che abbiamo visto con lo studio del 2009, perché un beneficio che svanisce quando ci si ferma va protetto con un ritmo che si può mantenere. Ne parlo in Il quinto pilastro e in Dormire non è fermarsi.

Cinque lavori con un solo obiettivo: insegnare al corpo una dose che può reggere, e farla crescere senza far suonare l'allarme. Il Reformer è la porta che riconosci, e il Sistema Personalis è ciò che trovi dentro. Resta una domanda: come fai a sapere se stai andando nella direzione giusta?

Come si misura il progresso, quando il dolore oscilla

Con la fibromialgia "come mi sento oggi" è un dato importante, ma da solo inganna, perché cambia da un giorno all'altro anche quando, sotto, le cose stanno migliorando. Servono anche numeri che non dipendono dalla giornata. YOMIDO è un sensore di movimento di grado clinico che misura i gradi delle articolazioni, l'equilibrio e i tempi di reazione, cioè quanto in fretta il corpo risponde. Il primo rilievo, il T0, fotografa il punto di partenza; i controlli successivi, T+6 e T+12, dicono cosa è cambiato e cosa no. Il protocollo è in Come misuriamo ciò che conta.

Per farti vedere che cosa vuol dire, prendo un caso che con la fibromialgia non c'entra. Claudio Martini, pensionato, 68 anni, al primo rilievo aveva una flessione della colonna di 146° e l'estensione, cioè la capacità di piegarsi all'indietro, mancava del tutto; alla fine delle 6 sessioni dell'R6S era a 170° in flessione e a 30° in estensione. Non è una promessa per te: la fibromialgia è un'altra storia, e il tuo margine si conosce solo misurandolo.

Da dove si parte, a Monselice: un passo alla volta, ognuno con un motivo

Con la fibromialgia la paura più comune è farsi male, o peggiorare per settimane per aver sbagliato la dose. Per questo il percorso è fatto a gradini, come il lavoro sul Reformer, e ognuno esiste per una ragione.

Il primo lo fai online: il quiz sui segnali del corpo ti aiuta a mettere in fila quello che il corpo ti sta già dicendo. Poi c'è una chiamata conoscitiva gratuita di 15 minuti al telefono, senza impegno: ascolto la tua storia e il tuo obiettivo, ti spiego come funziona il Sistema Personalis e capiamo insieme se ci sono i presupposti. È la strada che consiglio, perché in un quarto d'ora sappiamo entrambi se ha senso andare avanti.

Se ha senso, il secondo passo è la consulenza privata ed esclusiva sullo stile di vita, uno a uno, 50 €. Ha una parte teorica, con il questionario sullo stile di vita, dove parliamo anche di sonno, stanchezza e ritmo delle tue giornate, e una parte pratica sul corpo, dove guardo come ti muovi davvero; quando lo ritengo necessario, la prima misurazione con YOMIDO si fa già lì. Porta con te le indicazioni del tuo medico: il lavoro si costruisce dentro quelle, non al posto loro. La consulenza è coperta dalla garanzia soddisfatti o rimborsati: se non esci con qualcosa di nuovo sul tuo corpo, ti viene rimborsata. Non serve prepararsi, bastano abiti comodi.

Durante la consulenza ti presento il terzo passo, l'R6S, Reformer 6 Sessioni, 150 €: sei sessioni per imparare a usare il Reformer prima di entrare nel gruppo, perché molle e carrello vanno conosciuti prima di lavorarci accanto ad altre persone, e perché è lì che si trova la tua dose di partenza. Solo dopo arriva la Mini Class: massimo 5 persone, 7 incontri al mese, con quota e date che conosci alla fine dell'R6S. Esiste per la continuità, quella che lo studio del 2009 mostra così bene, e in cinque si può essere seguiti da vicino, anche nei giorni in cui il carico va abbassato. Con cinque posti, quando un gruppo è completo è completo.

Non c'è nessun conto alla rovescia, e con la fibromialgia non servirebbe. C'è solo il fatto che l'altalena, lasciata a sé, continua. Il prossimo giorno buono arriverà: la differenza è se lo userai per fare tutto, o per fare la stessa dose di ieri e vedere se il giorno dopo il conto è più leggero.

Studio Reformer · Monselice (PD)

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oggi?

Una chiamata conoscitiva gratuita di 15 minuti, senza impegno: mi racconti com'è la tua settimana tipo e cosa ti ha indicato il tuo medico, ti spiego come lavora il Sistema Personalis e decidiamo insieme se ha senso vederci per la consulenza. Scrivimi su WhatsApp e fissiamo l'orario.

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Quello che hai letto qui vale per la maggior parte delle persone. Il tuo corpo, però, ha una storia solo tua. Raccontamela.

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MB
Dott. Mirko Boaretto
Chinesiologo · Fondatore Studio Reformer · Creatore del Sistema Personalis

27 anni di pratica clinica nel movimento, postura e riabilitazione miofasciale. Allievo del prof. Antonio Paoli (Università di Padova) e della lineage Joseph Pilates attraverso Anna Maria Cova. Senior Trainer certificato, specializzato in dinamiche fasciali e neurali. Ha trasformato oltre 320 vite con il Sistema Personalis — il metodo che misura quello che conta.