ARTICOLO N°70 · MMXXVI
Mente & Movimento · Il controllo

Cinque persone,
una sirenetta e il lato
che sembrava più forte

Erano convinti di aver scoperto il loro lato forte. Pochi minuti dopo, il primo lato era migliorato. Cosa è successo e cosa dice la ricerca sul tuo corpo.

Ottobre 2026  ·  6 min di lettura  ·  Cross-education e test dei due lati

Venerdì 23 ottobre, Mini Class delle 9. Beatrice, Elena, Luigia, Oriella e Lucio, sul Reformer, fanno la sirenetta, un esercizio in cui il busto si piega di lato in un arco lungo, prima sul lato destro e poi sul sinistro. Finito il lato sinistro, tutti e cinque dicono la stessa cosa: di qua vado meglio. Ognuno era convinto di aver scoperto il proprio lato forte.

Poi ho chiesto di rifare il primo

Non ho commentato. Ho chiesto a tutti di tornare sul lato destro, quello da cui avevano cominciato, per qualche ripetizione, e la sorpresa è arrivata subito: il destro era migliorato. Il lato che pochi minuti prima sembrava il più debole adesso andava meglio di com'era partito.

Allora qual era il lato forte? Quella mattina, probabilmente, nessuno dei due. Era semplicemente il lato fatto per secondo.

Lo dico subito, perché conta. Quella mattina non abbiamo misurato niente: quello che racconto è un'osservazione in studio, non un dato. È però un'osservazione che ha una spiegazione, e la spiegazione dice molto su come funziona il tuo corpo.

Un lato insegna all'altro: si chiama cross-education

Nei laboratori di scienze del movimento è un fenomeno studiato da decenni. Alleni per settimane un solo braccio, o una sola gamba, e anche l'altro lato, che non ha mai lavorato, diventa più forte. I ricercatori lo chiamano cross-education, educazione crociata, e non va confuso con la lateralizzazione, che è un'altra cosa: la specializzazione dei due emisferi del cervello, il motivo per cui scrivi con una mano e non con l'altra.

Quanto passa, da un lato all'altro? Meno di quanto si legge in giro. Mettendo insieme decine di studi, il lato non allenato guadagna in media circa un decimo della propria forza di partenza, più o meno da un terzo a metà di quanto guadagna il lato allenato, con grandi differenze da una persona all'altra. E quello che passa è soprattutto la capacità di usare il muscolo, non il muscolo: nella maggior parte degli studi il volume del lato non allenato cresce poco o nulla.

C'è poi una differenza di tempi che spiega tutto il resto. L'abilità, cioè il saper fare un gesto, passa all'altro lato subito, già nella stessa seduta. La forza invece chiede settimane: un gruppo internazionale di esperti indica almeno 13-18 sedute per vedere un guadagno.

Cosa dice la ricerca

La forza passa, il muscolo quasi no

Una meta-analisi su 13 studi ha stimato che il lato non allenato guadagna in media il 7,8% della forza iniziale, circa il 35% dell'effetto ottenuto sul lato allenato. Un aggiornamento su 16 studi ben controllati è arrivato a circa l'8%, «circa la metà» del lato allenato.

La meta-analisi più ampia, 31 studi randomizzati e 785 persone, indica un aumento medio dell'11,9%, più alto nelle gambe che nelle braccia. Gli stessi autori segnalano però un alto rischio di distorsione negli studi inclusi.

Sono guadagni ottenuti in settimane di allenamento, non in una mattina.

Munn, Herbert, Gandevia, J Appl Physiol 2004 · Carroll et al., J Appl Physiol 2006 · Manca et al., Eur J Appl Physiol 2017
~10%
della forza di partenza guadagnato in media dal lato non allenato, dopo settimane di lavoro
13-18
sedute indicate dagli esperti per vedere il passaggio di forza da un lato all'altro

Ma quella mattina sono passati pochi minuti, non settimane

Durante la sirenetta nessuno ha costruito forza, né da un lato né dall'altro. Allora cos'è cambiato in così poco tempo? Le ragioni sono quattro, e nessuna è il muscolo.

La prima è la pratica. Il primo lato fa da prova generale, così quando arrivi al secondo il cervello sa già dove va il carrello, quanta spinta serve e dove finisce l'arco. Quello che ha imparato non resta chiuso da una parte: l'ipotesi più accreditata è che un programma di movimento appreso con un lato diventi disponibile anche all'altro. Succede anche con la tua firma: fatta con l'altra mano è storta, ma resta riconoscibile come tua, perché la forma del gesto non sta nella mano. Per questo, tornati sul destro, Beatrice, Elena, Luigia, Oriella e Lucio avevano qualcosa in più anche lì.

La seconda è il riscaldamento. Dopo qualche minuto di lavoro il corpo è più caldo e il movimento scorre meglio, da tutti e due i lati.

La terza è la sensazione. Quando un allungamento migliora nel giro di una seduta, gli studi lo attribuiscono soprattutto a una maggiore tolleranza, cioè a quanto il sistema nervoso ti lascia andare prima di dire basta, più che a un tessuto che si è allungato davvero.

La quarta è la più sorprendente. Una meta-analisi del 2021 ha raccolto gli studi in cui si allungava un solo lato, e anche il lato mai allungato guadagnava escursione, per un tempo limitato. La spiegazione proposta più spesso è ancora la tolleranza, visto che quel lato nessuno l'aveva toccato. Vuol dire che quando lavori un lato, l'altro non resta fermo ad aspettare: anche lui cambia un po', e non è più un termine di paragone pulito.

"Un lato che migliora in pochi minuti non ha costruito muscolo. Ha affinato il comando, e la sensazione."

— Dott. Mirko Boaretto

Il comando si allena: è il terzo pilastro

Il corpo forte parte dal controllo, non dalla massa. Quello che è migliorato quella mattina è il comando: il sistema nervoso ha capito come fare il gesto e lo ha reso più preciso da entrambe le parti. È lo stesso principio dell'altra mano, di cui ho scritto qui: un gesto che fai da una vita diventa goffo quando lo chiedi al lato che non lo fa mai. Nella sirenetta è successo il contrario: in pochi minuti il gesto è diventato meno goffo da tutti e due i lati. Riattivare questo controllo, anche nei muscoli profondi che ti tengono stabile, è il lavoro del terzo pilastro del Sistema Personalis.

Il comando però da solo non basta, e qui entrano gli altri pilastri. La struttura, cioè forza e muscolo, si costruisce con il carico delle molle, lato per lato e settimana dopo settimana: è il primo pilastro, carico controllato e progressione misurabile. Sul Reformer c'è anche la fase in cui il carrello rientra e tu lo freni. Gli esperti indicano proprio questo lavoro di frenata tra i più favorevoli al passaggio da un lato all'altro, anche se le prove non sono ancora nette.

Quello che cambia in pochi minuti è soprattutto la sensazione. La fascia, il tessuto che avvolge e collega i muscoli, chiede tempi lunghi e lavoro costante: è il secondo pilastro, e non si giudica in una mattina.

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Come si confrontano due lati, onestamente

Una sensazione condivisa da cinque persone, per quanto attente come Beatrice, Elena, Luigia, Oriella e Lucio, è un indizio, non un dato. Per trasformarla in un numero serve un confronto onesto, e un confronto onesto ha regole precise.

Si misurano entrambi i lati prima di qualsiasi lavoro, dopo alcune ripetizioni di familiarizzazione, così il primo tentativo non penalizza nessuno. L'ordine si alterna: metà del gruppo comincia da destra e metà da sinistra, perché il vantaggio del secondo lato non finisca sempre dalla stessa parte. Ogni misura si ripete, per capire quanto oscilla il numero da solo, senza che sia cambiato niente. E il confronto tra un giorno e l'altro si fa alla stessa ora e nelle stesse condizioni, perché il corpo delle 9 non è quello delle 18. È il quarto pilastro, la cronobiologia: dentro di te ci sono migliaia di orologi biologici. Dopo una notte storta il corpo non è quello di una notte piena, ed è il motivo per cui il quinto pilastro tiene d'occhio sonno e affaticamento prima di decidere il carico della seduta successiva.

Solo così un miglioramento smette di essere un'impressione. I cambiamenti che contano davvero, quelli della struttura, si vedono nel corso del percorso, settimana dopo settimana, non dopo pochi minuti.

Prima di dire che hai un lato debole

A volte un lato più debole c'è davvero, e i numeri lo mostrano. A volte il lato “debole” è solo quello da cui cominci, e il lato “forte” quello che arriva quando il corpo ha già fatto la prova generale. La differenza non si indovina a sensazione: si misura, con le regole giuste.

Per chi non è ancora cliente il primo passo è una chiamata conoscitiva gratuita di 15 minuti: ascolto la tua storia e il tuo obiettivo, ti spiego come funziona il Sistema Personalis e capiamo insieme se ci sono i presupposti. Se ci sono, segue la consulenza privata sullo stile di vita, una parte di domande e una parte pratica sul corpo, per vedere come vivi e come si muovono i tuoi due lati prima di decidere qualsiasi percorso. La consulenza ha la garanzia soddisfatti o rimborsati: è rimborsata se non esci con qualcosa di nuovo sul tuo corpo. Dopo viene l'R6S, Reformer 6 Sessioni, per imparare a usare il Reformer, sirenetta compresa. Poi la Mini Class, massimo cinque persone, dove il comando affinato in una mattina diventa struttura nel tempo.

Sistema Personalis · Studio Reformer

Prima di dire
che hai un lato debole,
misuralo.

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Questo articolo racconta un'osservazione in studio, non un esperimento controllato, e ha finalità informativa. Se un lato del corpo perde forza o sensibilità all'improvviso, rivolgiti subito a un medico.

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Quello che hai letto qui vale per la maggior parte delle persone. Il tuo corpo, però, ha una storia solo tua. Raccontamela.

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MB
Dott. Mirko Boaretto
Chinesiologo · Fondatore Studio Reformer · Creatore del Sistema Personalis

27 anni di pratica clinica nel movimento, postura e riabilitazione miofasciale. Allievo del prof. Antonio Paoli (Università di Padova) e della lineage Joseph Pilates attraverso Anna Maria Cova. Senior Trainer certificato, specializzato in dinamiche fasciali e neurali. Ha trasformato oltre 320 vite con il Sistema Personalis — il metodo che misura quello che conta.