ARTICOLO N°68 · MMXXVI
Mente & Movimento · Il comando

La tua firma
con l'altra mano
è storta, ma è tua

Quando un lato impara, l'altro se ne accorge. Cosa succede nel sistema nervoso, cosa è dimostrato e cosa è ancora un'ipotesi.

Luglio 2026  ·  7 min di lettura  ·  Lee & Carroll 2007, Ruddy & Carson 2013

Prendi una penna e firma con la mano che non usi mai. Il tratto trema, le lettere escono storte e ci metti il triplo del tempo. Eppure chiunque ti conosca riconoscerebbe quella firma come tua, perché la forma del gesto c'è tutta: manca solo la mano allenata a eseguirla. Vuol dire una cosa semplice e un po' sorprendente, cioè che il gesto non abita nella mano.

Un movimento è un programma, non un muscolo

Ogni gesto che sai fare è scritto da qualche parte nel sistema nervoso, come un programma: quali muscoli accendere, in che ordine, con quanta forza. Il muscolo esegue, ma il programma sta altrove. È per questo che, allenando un solo lato del corpo per qualche settimana, anche il lato opposto guadagna forza senza che il suo muscolo cresca: ne ho scritto nell'articolo sulla forza che passa da una gamba all'altra.

Resta la domanda vera. Se il muscolo della gamba ferma non ha lavorato, chi ha imparato?

Due ipotesi, entrambe serie

La ricerca ne propone due. Sono diverse, ma non si escludono a vicenda.

La prima si chiama attivazione incrociata. Quando muovi con forza un lato, non si accende solo la parte del cervello che lo comanda: si attiva in parte anche quella che comanda il lato opposto. A forza di accendersi insieme, anche i circuiti dell'altro lato si adattano un poco, come un collega che assiste a ogni riunione e alla fine impara il lavoro.

La seconda si chiama accesso bilaterale. Il programma imparato con un lato verrebbe salvato in un posto raggiungibile da tutti e due, come un documento in una cartella condivisa. Quando l'altro lato ne ha bisogno, lo trova già scritto e deve solo imparare a eseguirlo. È l'ipotesi che spiega meglio la tua firma.

Quale delle due pesa di più dipende probabilmente dal compito. Per le abilità, cioè per imparare un gesto, gli esperti ritengono che lavorino entrambe. Per la forza non c'è ancora accordo.

Cosa dice la ricerca

Cosa è condiviso e cosa no

Nel 2021, 32 esperti internazionali hanno votato i punti chiave del fenomeno. Per il passaggio di abilità il 77% ha concordato che contino entrambi i modelli, l'attivazione incrociata e l'accesso bilaterale. Per il passaggio di forza nessun modello ha raggiunto l'accordo.

Al primo posto tra i meccanismi probabili gli esperti hanno messo la riduzione del freno reciproco tra i due emisferi. Non si sono invece trovati d'accordo sulla direzione del passaggio, cioè se passi di più dal lato dominante a quello non dominante o al contrario.

Manca, Hortobágyi, Carroll et al., Sports Medicine 2021 · Lee & Carroll, Sports Medicine 2007

Il ponte tra i due emisferi

I due emisferi del cervello sono collegati da un ponte di fibre, il corpo calloso, e non si limitano a passarsi informazioni: si frenano anche a vicenda. È un freno utile, perché ti permette di muovere una mano senza che l'altra la imiti. L'ipotesi oggi più accreditata è che allenare un lato allenti un po' questo freno, lasciando passare più facilmente il comando verso l'altro. In uno studio citato da una revisione del 2013, otto settimane di allenamento hanno ridotto il freno tra i due emisferi del 30,9%.

C'è poi un dettaglio che ridimensiona le spiegazioni troppo semplici. L'area che comanda i muscoli dal lato non allenato si attiva di più quando l'altro lato spinge forte, ma secondo gli autori di quella revisione fa più da condotto che da sorgente. Il programma si forma più a monte, in aree che preparano e organizzano il movimento e che tra i due emisferi hanno tra le connessioni più ricche di tutto il sistema motorio. È un quadro solido nelle linee generali, ma nei dettagli resta un'ipotesi. E qui la chiamo così.

30,9%
calo del freno tra i due emisferi dopo 8 settimane di allenamento, in uno studio
77%
degli esperti: per imparare un gesto lavorano entrambi i meccanismi

L'abilità passa subito, la forza no

Questa distinzione cambia il modo di leggere quello che senti quando ti alleni. L'abilità, cioè il saper fare un gesto, passa all'altro lato in fretta, anche nella stessa seduta. Lo dimostra uno studio del 2013 su giovani e anziani: dopo aver allenato un gesto rapido con la mano non dominante, il passaggio all'altra mano è stato sostanziale e simile nelle due età, con un aumento di attività in entrambi gli emisferi. La forza invece chiede settimane di lavoro regolare.

C'è anche una terza cosa che cambia in fretta: la sensazione. Quando un movimento migliora nel giro di una seduta, gli studi attribuiscono gran parte del guadagno a una maggiore tolleranza, cioè a quanto il sistema nervoso ti lascia andare prima di dire basta. Per questo un lato che migliora in pochi minuti non ha costruito muscolo: ha affinato il comando, o la sensazione. Non è poco, ma è un'altra cosa.

Dopo i 45 anni il comando conta di più

Con gli anni il comando non si perde solo per mancanza di uso. Uno studio danese del 2009, di cui ho scritto parlando di rigidità, ha immobilizzato per due settimane una gamba a uomini giovani e a uomini tra i 61 e i 74 anni. I più grandi hanno perso qualcosa che i giovani avevano conservato: la capacità del sistema nervoso di accendere del tutto il quadricipite.

La buona notizia è l'altra metà del quadro. La capacità di imparare un gesto nuovo, e di passarlo da un lato all'altro, nello studio del 2013 era presente anche negli anziani. Il comando si indebolisce, ma si allena a ogni età. È il cuore del terzo pilastro del Sistema Personalis, la stimolazione neurale: riattivare i muscoli stabilizzatori profondi e il controllo del gesto, perché il corpo forte parte dal controllo, non dalla massa. Sul Reformer significa gesti lenti e precisi, a volte un lato alla volta, con l'attenzione dentro il movimento e non altrove.

Domanda veloce?

C'è un gesto
che da un lato
non ti viene?

Raccontamelo in due righe. Spesso il problema non è nel muscolo, e capire dove sta cambia tutto.

Scrivimi su WhatsApp

Il comando ha bisogno degli altri quattro pilastri

Un programma perfetto senza un corpo pronto a eseguirlo resta un foglio di istruzioni. Per questo il terzo pilastro non lavora mai da solo.

Il primo pilastro dà al comando qualcosa da comandare. Le molle del Reformer costruiscono forza e struttura con un carico controllato, lato per lato, perché il muscolo dall'altra parte non cresce per riflesso.

Il secondo pilastro lavora sul tessuto connettivo che avvolge e collega i muscoli. Anche lì gran parte di quello che cambia in fretta è sensazione, e quello che cambia il tessuto chiede tempo e costanza.

Il quarto pilastro, la cronobiologia, riguarda il momento: si impara meglio quando si è lucidi. Allenarti nel momento biologicamente corretto per te è un modo concreto di dare al comando le condizioni migliori.

Il quinto pilastro custodisce la parte più invisibile dell'apprendimento, quella che avviene dopo, tra una seduta e l'altra. Recupero, sonno e affaticamento non sono una pausa dal lavoro sul comando: ne fanno parte.

E se un lato non si può muovere?

Se il comando passa da un lato all'altro, viene spontanea una domanda: cosa succede quando un lato è fermo, chiuso in un gesso o in un tutore? È una delle applicazioni più studiate e più utili, e merita un discorso a parte.

Intanto, se vuoi capire come lavora il tuo comando, il primo passo è una chiamata conoscitiva gratuita di 15 minuti: ascolto la tua storia e il tuo obiettivo, ti spiego come funziona il Sistema Personalis e capiamo insieme se ci sono i presupposti. Se ci sono, segue la consulenza privata sullo stile di vita, con una parte di domande e una parte pratica sul corpo. La consulenza ha la garanzia soddisfatti o rimborsati: è rimborsata se non esci con qualcosa di nuovo sul tuo corpo. Poi l'R6S, Reformer 6 Sessioni, per imparare il Reformer. Infine la Mini Class, al massimo cinque persone, dove il comando si allena con continuità e non a strappi.

Sistema Personalis · Studio Reformer

Il corpo forte
parte dal controllo,
non dalla massa.

Il primo passo è una chiamata conoscitiva gratuita di 15 minuti. Ascolto la tua storia e capiamo insieme se ci sono i presupposti per il percorso.

Scrivimi su WhatsApp Scopri il metodo

Questo articolo ha finalità informativa e non sostituisce la valutazione del tuo medico. Se noti una difficoltà improvvisa a usare una mano, un braccio o una gamba, rivolgiti subito a un medico.

Sei a un WhatsApp dalla trasformazione

Il tuo caso è
diverso da questo
articolo.

Quello che hai letto qui vale per la maggior parte delle persone. Il tuo corpo, però, ha una storia solo tua. Raccontamela.

Approfondisci il tuo caso
MB
Dott. Mirko Boaretto
Chinesiologo · Fondatore Studio Reformer · Creatore del Sistema Personalis

27 anni di pratica clinica nel movimento, postura e riabilitazione miofasciale. Allievo del prof. Antonio Paoli (Università di Padova) e della lineage Joseph Pilates attraverso Anna Maria Cova. Senior Trainer certificato, specializzato in dinamiche fasciali e neurali. Ha trasformato oltre 320 vite con il Sistema Personalis — il metodo che misura quello che conta.