Domande Frequenti · Molle e Progressione

"Quando Aumento
le Molle?" Perché la
Scienza Dice il Contrario

È la domanda che sento più spesso in Studio. La risposta che do quasi sempre sorprende: nella maggior parte dei casi, il progresso vero va nella direzione opposta.

Settembre 2026  ·  6 min di lettura  ·  Healthcare MDPI 2024

"Quando passo a una molla più pesante?" È probabilmente la domanda che ricevo più spesso in assoluto, quasi ogni settimana, da chi si allena con costanza da qualche mese. È una domanda legittima: viene dall'idea, corretta in palestra con i pesi liberi, che progredire significhi caricare di più. Sul Reformer, però, questa logica va spesso capovolta — e non per opinione mia, ma per quello che misura l'elettromiografia.

Perché tutti pensano che "più pesante" sia sempre meglio

È un'associazione mentale comprensibile. In sala pesi, aggiungere carico al bilanciere è quasi sempre il segnale di progresso. Il corpo, però, non risponde sempre allo stesso modo a due tipi di resistenza molto diversi: quella di un peso fermo appoggiato a terra, e quella di una molla che tira in continuazione, in ogni istante del movimento.

Evidenza clinica

La molla leggera attiva il core più di quella pesante

Uno studio con elettromiografia di superficie su tre esercizi Reformer (Hip Roll, Knee-off, Elephant) ha confrontato piattaforma fissa, molla media e molla leggera. Il risultato: con la molla più leggera, l'attivazione del retto addominale è aumentata fino al 228% rispetto alla piattaforma fissa, con incrementi paralleli su obliqui, erettori spinali e multifido. Meno resistenza della molla significa un carrello meno stabile — e il core deve lavorare molto di più per mantenere equilibrio e postura durante tutto il movimento.

Healthcare, MDPI, 2024
+228%
Retto addominale, Elephant, molla leggera vs piattaforma fissa
+62%
Attivazione core, Knee-off
+28%
Attivazione core, Hip Roll

Quindi la molla pesante non serve mai?

Non è così semplice, ed è qui che la domanda "quando aumento?" va riformulata. La molla più pesante ha un ruolo preciso: dà più supporto e più stabilità al carrello, il che la rende utile in fase di apprendimento di un esercizio nuovo, o quando serve costruire forza pura su un movimento specifico — penso al lavoro sui glutei da seduti sul box, con le molle intermedie verdi, che uso solo con clienti che si allenano da almeno un anno. Ma per il lavoro di core e stabilizzazione, che è il cuore della maggior parte delle Mini Class, la molla resta leggera più a lungo di quanto la maggior parte delle persone si aspetti.

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Come uso davvero le molle in Studio

Nella pratica quotidiana, la progressione non è quasi mai "meno resistenza uguale meno lavoro". Uso le molle gialle di primo e secondo livello — quelle da riabilitazione — come base per il riscaldamento e per gran parte del lavoro con le clienti donne, proprio perché il basso carico aumenta il coinvolgimento del core invece di comprometterlo. Le molle gialle di terzo livello sono il passo successivo. Le molle verdi, intermedie, le riservo a chi si allena da almeno un anno, e solo per lavori specifici: seduti sul box per il dorso, o spinte per gambe e glutei. Le molle rosse, quelle avanzate, restano praticamente inutilizzate: non servono alla popolazione che seguo.

"Quando qualcuno mi chiede di 'aumentare la molla' per sentirsi progredire, spesso la risposta giusta è il contrario: togliere resistenza, e lasciare che sia il core a fare il lavoro che la molla non fa più."

— Dott. Mirko Boaretto

Come il Sistema Personalis comunica questo ai clienti

Il progresso reale, in un percorso Personalis, si vede altrove: nella qualità dell'esecuzione, nella capacità di mantenere il controllo con meno aiuto dal carrello, nei dati oggettivi che il sensore YOMIDO può misurare quando serve. Non nel numero scritto sulla molla.

Sistema Personalis · Studio Reformer

Il progresso vero
non si vede sulla molla.

Un percorso costruito su ciò che i dati dimostrano funzionare, non su quello che sembra intuitivo.

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Questo articolo ha finalità informativa. La scelta della resistenza va sempre adattata alla situazione fisica individuale, valutata in Studio.

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Dott. Mirko Boaretto
Chinesiologo · Fondatore Studio Reformer · Creatore del Sistema Personalis

27 anni di pratica clinica nel movimento, postura e riabilitazione miofasciale. Allievo del prof. Antonio Paoli (Università di Padova) e della lineage Joseph Pilates attraverso Anna Maria Cova. Senior Trainer certificato, specializzato in dinamiche fasciali e neurali. Ha trasformato oltre 320 vite con il Sistema Personalis — il metodo che misura quello che conta.