ARTICOLO N°52 · MMXXVI
Cardio & Camminata · Il passo

Il tuo passo
ha un'età.
Non è quella della
carta d'identità

Un solo numero, la velocità a cui cammini, racconta più di quanto pensi. Come si misura e cosa significa.

Ottobre 2026  ·  6 min di lettura  ·  Velocità del passo e sopravvivenza

Se dovessi scegliere un solo numero per capire come sta il tuo corpo, non sceglieresti il peso. Sceglieresti la velocità a cui cammini. Sembra strano, e invece è uno dei dati più studiati della medicina dell'invecchiamento.

Un numero che racconta molto

Uno studio pubblicato su JAMA nel 2011 ha messo insieme i dati di 9 coorti, con un'età media di 73 anni e quasi il 60% di donne. Il risultato è netto: più il passo è veloce, più la sopravvivenza è lunga. Per ogni 0,1 metri al secondo in più, il rischio di morire scende in media del 12%. Chi camminava a 1 metro al secondo o più viveva, in modo costante, più a lungo di quanto previsto da età e sesso soli.

Il dato

Stessa età, destini diversi

A 75 anni, la sopravvivenza prevista a dieci anni cambiava moltissimo in base alla sola velocità del passo: dal 19% all'87% negli uomini, dal 35% al 91% nelle donne.

Il motivo è semplice. Camminare coinvolge cuore, polmoni, muscoli, equilibrio e cervello. Se uno di questi sistemi cede, il passo lo registra per primo.

Studenski S. et al., Gait Speed and Survival in Older Adults, JAMA, 2011
0,88
rischio relativo di morte per ogni 0,1 m/s di velocità in più
1,0
metri al secondo: sopra questa soglia la sopravvivenza supera l'atteso
9
coorti di anziani analizzate insieme
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Come misurarla a casa, in modo indicativo

Prendi un tratto di 10 metri, in piano, e cammina a passo naturale, senza sforzarti. Cronometra. Se ci metti 10 secondi, stai camminando a 1 metro al secondo. Se ne servono 12 e mezzo, sei a 0,8.

I protocolli clinici usano di solito un tratto più breve, intorno ai 4 metri, con un cronometro o un sensore. Le linee guida europee sulla sarcopenia considerano 0,8 metri al secondo o meno un segnale di funzione fisica compromessa. Il tuo test casalingo non è una diagnosi. È un punto di partenza.

Il passo si può migliorare

La parte buona è che la velocità non è un destino. Dipende, tra le altre cose, dalla forza delle gambe, dalla spinta del piede, dal controllo del bacino e dalla capacità aerobica. Sono tutte cose che si allenano. Nei prossimi articoli del modulo le guardiamo una per una.

"Il passo è il modo più semplice che il corpo ha per dirti come sta. Basta ascoltarlo."

— Dott. Mirko Boaretto
Sistema Personalis · Studio Reformer

Un numero di partenza,
poi si confronta.

Il metodo parte sempre da una misura. Quello che si misura si può migliorare.

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Questo articolo ha finalità informativa e non sostituisce la valutazione del tuo medico. Un rallentamento recente o inspiegato del passo va sempre discusso con lui.

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Quello che hai letto qui vale per la maggior parte delle persone. Il tuo corpo, però, ha una storia solo tua. Raccontamela.

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Dott. Mirko Boaretto
Chinesiologo · Fondatore Studio Reformer · Creatore del Sistema Personalis

27 anni di pratica clinica nel movimento, postura e riabilitazione miofasciale. Allievo del prof. Antonio Paoli (Università di Padova) e della lineage Joseph Pilates attraverso Anna Maria Cova. Senior Trainer certificato, specializzato in dinamiche fasciali e neurali. Ha trasformato oltre 320 vite con il Sistema Personalis — il metodo che misura quello che conta.