Spalla, tendine d'Achille, ginocchia che si fanno sentire più spesso: non è solo l'età. È il collagene che cambia. Ecco cosa fare.
Questo articolo fa parte di una serie dedicata alle donne in perimenopausa e menopausa. Non generiche rassicurazioni, ma i meccanismi reali di quello che cambia nel tuo corpo in questa fase — e cosa fare, nel concreto, per restare struttura e non subire il tempo.
Spalla che scatta, tendine d'Achille che tira al mattino, ginocchia che si fanno sentire dopo una camminata che prima non era un problema. Molte donne raccontano questi sintomi come "l'età che avanza", ma c'è un meccanismo più preciso dietro: il calo di estrogeni della menopausa modifica direttamente la qualità del collagene, il materiale con cui sono fatti tendini, legamenti e cartilagine.
Gli estrogeni regolano la sintesi di collagene di tipo I, il principale componente strutturale di tendini e legamenti. Con il loro calo, la produzione di collagene rallenta e il tessuto tendineo diventa meno elastico e più rigido, con una capacità ridotta di adattarsi al carico meccanico. Questo spiega perché molte donne notano, proprio nella fase perimenopausale, un aumento di tendinopatie in distretti diversi — spalla, anca, tendine d'Achille — anche senza aver cambiato il proprio livello di attività.
Studi sulla sintesi di collagene tendineo in donne in postmenopausa mostrano una riduzione della capacità sintetica del tendine rispetto alla premenopausa, con alterazioni delle proprietà biomeccaniche del tessuto. La supplementazione ormonale, in alcuni studi, ha mostrato un parziale effetto protettivo — ma resta una decisione medica, non un tema che riguarda l'allenamento.
Un tendine meno elastico ha bisogno di un carico che aumenti in modo più graduale, con tempi di adattamento più lunghi tra una progressione e l'altra — non di essere evitato. Smettere di caricare il tendine peggiora la situazione: è il carico meccanico controllato, applicato con la progressione giusta, a stimolare la rigenerazione del collagene rimasto.
"Il tendine rigido non va evitato, va ricaricato con pazienza. La differenza la fa la progressione, non l'intensità."
— Dott. Mirko BoarettoUn protocollo che rispetta i tempi di adattamento del tuo tessuto, non li ignora.
Scrivimi su WhatsApp Scopri il metodoQuesto articolo ha finalità informativa e non sostituisce la valutazione del tuo medico o ginecologo. In presenza di sintomi importanti, parlane sempre con uno specialista prima di iniziare un programma di esercizio.
Quello che hai letto qui vale per la maggior parte delle persone. Il tuo corpo, però, ha una storia solo tua. Raccontamela.
Approfondisci il tuo caso